Lottizzazione abusiva: acquisizione di aree abusivamente lottizzate
Mario Petrulli
A fronte di un’ordinanza di sospensione ex art. 30, comma 7, del Testo Unico Edilizia, ai fini della successiva acquisizione al patrimonio comunale delle aree lottizzate, bisogna avviare un nuovo procedimento amministrativo, nell’ambito del quale verificare la sussistenza di eventuali sopravvenienze giuridiche e/o fattuali?
E, in caso affermativo, tali sopravvenienze sono idonee ad influire sulla perdurante possibilità di qualificare in termini di lottizzazione abusiva la fattispecie concreta esaminata in sede di adozione dell’ordinanza ex art. 30, comma 7 del Testo Unico?
Le due domande hanno grande importanza pratica perché, laddove si dovesse ritenere la rilevanza di fatti sopravvenuti, visto che si avvierà un procedimento nuovo, l’interessato ha diritto ad essere avvisato e diventa legittimato a parteciparvi; peraltro, se la rilevanza di detti elementi sopravvenuti fosse tale da incidere sull’abusività della lottizzazione, l’acquisizione al patrimonio comunale potrebbe essere disposta soltanto se si riscontrassero i presupposti della lottizzazione abusiva anche con riferimento al mutato quadro giuridico-fattuale nelle more sopravvenuto. Con l’ulteriore conseguenza che, ove si ritenesse detta rilevanza e l’interessato non venisse coinvolto nel nuovo procedimento, diventerebbe altamente probabile l’impugnazione dell’ordinanza davanti al giudice amministrativo.
La questione può essere affrontata partendo dal dato normativo
Ai sensi dell’art. 30, commi 7 e 8, del Testo Unico Edilizia, “7. Nel caso in cui il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale accerti l’effettuazione di lottizzazione di terreni a scopo edificatorio senza la prescritta autorizzazione, con ordinanza
da notificare ai proprietari delle aree ed agli altri soggetti indicati nel comma 1 dell’articolo 29, ne dispone la sospensione. Il provvedimento comporta l’immediata interruzione delle opere in corso ed il divieto di disporre dei suoli e delle opere stesse con atti tra vivi, e deve essere trascritto a tal fine nei registri immobiliari.
8. Trascorsi novanta giorni, ove non intervenga la revoca del provvedimento di cui al comma 7, le aree lottizzate sono acquisite di diritto al patrimonio disponibile del comune il cui dirigente o responsabile del competente ufficio deve provvedere alla demolizione delle opere. In caso di inerzia si applicano le disposizioni concernenti i poteri sostitutivi di cui all’articolo 31, comma 8”.
L’art. 30, commi 7 e 8, regola la repressione delle fattispecie di lottizzazione abusiva, distinguendo le fasi della sospensione, dell’eventuale revoca e dell’acquisizione al patrimonio comunale delle aree abusivamente lottizzate.
Una volta accertata l’integrazione dei presupposti della lottizzazione abusiva di terreni a scopo edificatorio senza la prescritta autorizzazione, l’amministrazione è chiamata ad adottare un’ordinanza con cui disporre la sospensione dell’attività illecita in concreto acclarata: tale provvedimento, in quanto comportante l’immediata interruzione delle opere in corso e il divieto di disporre dei suoli e delle opere stesse con atti tra vivi (la cui opponibilità a terzi è assicurata mediante la trascrizione dell’ordinanza nei registri immobiliari), risulta lesivo della sfera giuridica del destinatario e, pertanto, è immediatamente censurabile in sede giurisdizionale, a pena di sua inoppugnabilità.